L' EX ALLIEVO
ANNO 48° - CREMONA - 06 NOVEMBRE 2011 - NUMERO UNICO

Associazione "LAZZARO CHIAPPARI" - Ex Allievi Orfanotrofio e Manini - 1924 -ONLUS

GLI INSEPARABILI OCCORRENTI

Dioscuri? Figli di Zeus, ovvero Castore e Polluce inseparabili?: si e no. No, in quanto non posseggono caratteristiche somatiche simili fra di loro, e sì, perché li accomuna e affratella una grande passione, un genuino amore verso l'umanità in genere che vive disagi insormontabili e, in particolare, per quella umanità che ha vissuto e tuttora vive le esperienze del bambino che cresce al di fuori della propria famiglia. Furono e vissero in giovinezza nello stesso Orfanotrofio. Dove si plasmarono fra scarse gioie e tante incertezze, prima di divenire uomini "per dolorem ad amorem", che è il motto dell'associazione ex allievi. Usciti dall'istituto, e rimasti amici, trovate le rispettive compagne della vita, crearono quindi la propria famiglia con debita prole. Un'altra famiglia era però in loro attesa. L'Associazione degli ex allievi, nata nel 1924, nella quale si inserirono a vent'anni (1958), dando inizio ad una storia loro e a una presenza, che tuttora sono tali. Il fine associativo abbracciato dettava l'impegno per il mutuo soccorso tra gli ex allievi, e con esso anche quello diretto agli ospiti dell'istituto che vi si succedevano. Per quest'ultimo si accentuò l'azione associativa sino a giungere all'inserimento di uno dei due, e dunque dell'Associazione (1970), al vertice della conduzione istituzionale (Comitato ECA) dell'antico collegio di provenienza. Presenza ininterrotta, proseguita dal sodalizio sino ai nostri giorni da vari soci. Con il passar del tempo, i due raggiunsero i ruoli per i quali uno lo possiamo chiamare 'il nostro Presidente' e l'altro 'il nostro Segretario'. In un vitalizio che nel frattempo, arricchito dalla partecipazione attiva di altri ex allievi, ha fatto fare alla Lazzaro Chiappari passi da gigante. Ritengo che il Presidente abbia doti non indifferenti: è colto quanto occorre, si esprime con un lessico forbito ed appropriato, non gli fa difetto una sottile ironia, cui accompagna capacità di osservazione che lo aiuta nella rapidità decisionale. Prevede quanto possible negli eventi che possono accadere, e diffonde passione da ogni poro. Alle notizie sgradevoli contrappone l'aggrottare delle sopracciglie e della fronte, cui segue la pausa di riflessione, per poi dare al problema rapida soluzione. Se si passa dalla Sede lo si trova lì: a riflettere, a scrivere, a telefonare, a preparare l'anticipo delle cose, ora, sovente in compagnia della moglie Teresa. A lui si deve da sempre la stesura del giornale, del calendario, felici immagini dell'Associazione. Alla sua figura carismatica riesce naturale il rapporto diretto con gli addetti all’Amministrazione della Fondazione Città di Cremona e alle istituzioni comunali, così come tesse i rapporti con i responsabili della conduzione delle Comunità (che hanno sostituito l’Istituto), e dunque alle iniziative da prendere per i ragazzi in esse ospiti. Non ultimo, è suo precipuo compito il rapporto con le associazioni di Milano e Vercelli. Insomma, è instancabile; detiene il ruolo di Presidente con ottima competenza, metodo, entusiamo, savoir faire e tanto tanto amore. Il Segretario quindi, l'altra importante figura del duo in questione, segue le orme del Presidente: verbalizza, informa, spedisce notizie, scatta foto nelle situazioni importanti, così da tenere l'archivio ben nutrito, predispone gli incontri dei soci, sa intrattenere rapporti gentili con tutti, in particolar modo con le socie più giovani (quali mai saranno?), scherza volentieri, e qundo sorride, spicca quel suo lieve ridere che ammaglia. E' sempre disponibile e sovente lo si trova accanto al Presidente ad operare insieme. E' forse meno determinato rispetto al suo amico, ma è un tesoro. L'Associazione dipende molto da loro: incarnano la passione, la dedizione, e l'amore. Non me ne vogliano gli altri soci per questo mio esposto. Conosco bene il loro operare, ma qui ho voluto onorare a modo mio e anche se in breve, questi due 'personaggi'. Il Presidente si è sempre preso la briga di evidenziare, o sul nostro giornale, o verbalmente ove opportuno, i debiti riconoscimenti ai soci, mentre poco o niente è stata menzionata la sua opera, la sua abnegazione, il suo presiedere in modo esponenziale. Accomunargli il Segretario nel rendere atto del lavoro di entrambi, è da me voluto perché le doti e la longevità di azione anche di quest'ultimo hanno dato forza alla durata dell'Associazione. Presto detto: non sono fratelli, ma coesione ed affetto li rendono tali, anzi, gemelli!- Anch'essi sentono stanchezza del tempo e delle cose, ma non demordono, anche perché pochi vorrebbero sostituirli, stante l'onere gravoso cui attendere in loro vece. Così, detto il mio sentito grazie dal profondo del cuore ad Arnaldo Scazzoli e a Silvano Turci.(nella foto)
Ornella Righelli