L' EX ALLIEVO
ANNO 48° - CREMONA - 06 NOVEMBRE 2011 - NUMERO UNICO

Associazione "LAZZARO CHIAPPARI" - Ex Allievi Orfanotrofio e Manini - 1924 -ONLUS

1861 - 2011

150 anni dell'unità d'Italia


La Bandiera dell'Associazione
il Vessilo che fu dell'Associazione Ex Allieve dell'Orfanotrofio





EX ALLIEVI nel RISORGIMENTO
L'anniversario dei 150 dell'unità nazionale sono stati ricordati in tanti modi, da chiunque e ovunque, com'era giusto che fosse. Anche gli ex allievi dell'antico Orfanotrofio non hanno mancato di onorare la ricorrenza, addobbando la Lapide dei propri Caduti, posta all'ingresso della sede associativa, con due bandiere nazionali sitemate ai suoi lati sin dal 21 marzo scorso, data della proclamazione dell'unità italiana nel 1861. Ma l'Associazione vanta un ricordo glorioso del Risorgimento nazionale, dovuto alla dedizione delle patrie rivendicazioni con il sacrificio di due ex allievi dell'antico Istituto, tali: Nolli Luigi, classe1833, fuggito dall'Orfanotrofio Maschile di Cremona, per arruolarsi tra i volontari; rimpatriato sarà arrestato dalla polizia austriaca, e quindi Reali Giacinto, che a 15 anni fuggirà a sua volta, sempre nel 1848, per arruolarsi anche lui nei volontari, senza più fare ritorno. Infine, significativo e non certo di poco conto, il caso del canonico Don Ferdinando Manini, fondatore dell'omonimo istituto che sarà poi fuso nel 1923 con l'Orfanotrofio, che, nonostante sacerdote, sarà persona "sorvegliata" dalla polizia imperiale asburgica. Ecco dunque gli ex allievi dell'Orfanotrofio e una figura come il Manini, presenti con la propria partecipazione ed i conseguenti sacrifi, alle storiche vicende che furono alla base del riscatto unitario d'Italia.

EX Collegio con Logo
La Lapide ai Caduti Ex Allievi posta all'ingresso della Sede dell'Associazione

Giacomo Pagliari alla breccia di Porta Pia
Tra i personaggi ricordati nell'epoca del Risorgimento spicca la figura del cremonese Giacomo Pagliari, maggiore dei bersaglieri dell'esercito piemontese che attaccò Roma nel 1870 per la conquista della città, quale nuova capitale del Regno d'Italia. Era natio di Persichello, ed un busto marmoreo ne rammenta il sacrificio avvenuto alla testa dei suoi soldati mentre affronta i pontifici, attraverso la breccia che i cannoni avevano aperto a Porta Pia il mattino del 20 settembre 1870