L' EX ALLIEVO
ANNO 47° - CREMONA - 07 NOVEMBRE 2010 - NUMERO UNICO

Associazione "LAZZARO CHIAPPARI" - Ex Allievi Orfanotrofio e Manini - 1924 -ONLUS

IL MONDO EDUCANTE SI ATTREZZI

I genitori, gli Educatori, la Comunità, educante devono attrezzarsi 'per conoscere quello che sta avvenendo nell'universo giovanile. Se non capiamo i ragazzi e il loro mondo non riusciremo in alcun modo ad educarli'. Per definire la generazione crescente nell'attuale contesto tecnologico, ove il giovane gioca con il cellulare, il telecomando, i tanti strumenti elettronici, internet, sino all'MP3 e oltre, si usa la metafora dei 'digitals natives', cioè nativi digitali. Secondo alcuni studiosi, l'uso frequente di queste tecnologie nei giovani induce una vera e propria mutazione antropologica; gli schemi cognitivi e le modalità di apprendimento ed esperienza sarebbero differenti da quelli delle precedenti generazioni cresciute con il libro di testo. E si giungerebbe addirittura ad una mutazione/modifica degli emisferi cerebrali di tipo neurologico, fisiologico e cognitivo. La frattura tra genitori e figli, tra educatori e giovani, è una frattura tra 'nativi analogici' ( i primi) e 'nativi digitali' (i secondi), divenuta profonda a livello intergenerazionale, dunque non solo culturale, ossia relativa alla condivisione dei valori, ma anche cognitiva, psicologica ed emotiva. Ciò spiegherebbe distanza e disaffezione degli studenti e dei giovani di oggi per la trasmissione alfabetica del sapere, tale da far loro assumere spesso un comportamento particolare (multitasking) nello studio e nelle esperienze di apprendimento: 'studiano mentre ascoltano musica e, nello stesso tempo, si mantengono in contatto con gli amici attraverso Messanger, mentre il televisore è acceso con sottofondo di musiche e parole'. Come apprendono i nostri ragazzi? "per esperienza e successive approssimazioni", secondo una logica che non è né induttiva di Galileo (dello scienziato), né deduttiva di Aristotele (del filosofo), bensì abduttiva, cioè procede per associazioni non lineari, secondo una temporalità sincopata (interrotta), che prevede lunghe pause di distrazione ed improvvise accelarazioni di attenzione concentrata. Nelle nostre comunità e nelle scuole è diffusa l'influenza negativa sulle capacità di attenzione e di concentrazione. Anche le relazioni hanno i lori limiti; non si può come accade per gli odierni giovani far conto su amici 'virtuali' per un aiuto tangibile, perché 'i legami interpersonali forti si creano quando si è in stretta vicinanza fisica con qualcuno'. Per lo studio e l'apprendimento si possono provvisoriamente prospettare alcune indicazioni per ovviare ai pericoli evidenziati; il piacere dello studio presuppone fatiche mentali ed impegno. Condizioni ineludibili, ma possibili da alleggerire scegliendo software che offorno la soluzione dei problemi, del calcolo, del ragionamento, ecc. Con il limite però di non sostituire le visite ai musei, alle aziende, agli ambienti naturali, e alle esperienze dirette. Non si creda tuttavia che le tecnologie ipermediali bastino, anche se oggi, per stare al passo con i tempi, vi è una frequenza elevata dell'uso scolastico di tali tecnologie, addirittura già nelle scuole Primarie. Anche se esiste una valutazione nel merito proveniente dagli Usa dove è emerso che 'non esiste differenza alcuna nel profitto medio in matematica e in scrittura, tra gli studenti che frequentano scuole ben munite di portatili individuali, e i loro coetanei che invece frequentano scuole del tutto prive di tali costose apparecchiature'. Così, se oggi può essere di non considerarsi culturalmente aggiornato chi è privo di competenza digitale, diviene necessario poter giungere a saper integrare nell'apprendimento corrente, l'uso delle tecnologie in argomento, che sposi la logica del libro con quella dell'informazione simultanea e di vasta disponibilità di accessi cognitivi. Per la nostra generazione, prevale ancora il libro, ritenuto universalmente accessibile, poco ingombrante, da leggere senza supporti tecnici (salvo la lampada alla sera), e per ora, realisticamente insostituibile.
Carlo Bergamaschi

Ragazzi delle Comunità