CRONISTORIA DELL'ASSOCIAZIONE"
1924-2004 Ottant'anni
1924 - LA SEZIONE MASCHILE Gli ex allievi si riuniscono in associazione nel novembre del 1924, quando nasce con il crisma ufficiale la: “Associazione di Mutuo Soccorso ed Assistenza fra gli ex Alunni dell'Orfanotrofio Maschile e dell'Istituto Manini di Cremona”. Va detto che l'atto è preceduto da due tentativi di primi raggruppamenti di ex allievi, quale quello (memorie del socio Clemente De scalzi- da “L'Ex Allievo” 1965), attuato ancora prima del 1915, con la formazione di un gruppo denominato “Ex Orfani” presieduto dall'ex allievo Attilio Botti, futuro primo provvisorio Sindaco di Cremona del dopoguerra, ospitato nel palazzo della Società di Mutuo Soccorso in via Ala Ponzone. Progetto vanificato con il sopravvenire del conflitto '15-'18. L'altro tentativo è del 1920, iniziato con un'assemblea di rinascita associativa ospitata nella sede dell'Orfanotrofio, di cui il socio Clemente De Scalzi era divenuto Reggente, con l'elezione della nuova Giunta comunale del 1920, avente per Sindaco l'ex allievo Tarquinio Pozzoli. Intento spentosi con il mutato assetto politico nazionale del 1922, a seguito dell'avvento del fascismo.
lapide Gli ex allievi trovano comunanza nell'iniziativa promossa da alcuni di essi per onorare la memoria degli amici di collegio Caduti nella Grande Guerra, con il dedicare loro una Lapide realizzata di propria iniziativa e spesa. L'atto è premiato dall'ottenere la collocazione della stele nella sede dell'Istituto in via Geromini, con una manifestazione di alto richiamo pubblico e del mondo degli orfanotrofi laici, che il 27 settembre 1924 si da convegno nell'istituto. Al termine della cerimonia è presa la decisione di costituire l'associazione degli ex, affidandone l'iniziativa ad una “Costituente” nominata seduta stante, che indice l'assemblea generale il 20 ottobre seguente, includendo tra gli associati anche gli ex Manini. Il consesso approva lo statuto della fondazione, che decreta la nascita dell'Associazione Ex Allievi a far tempo dal 1° novembre 1924.
Il Consiglio della Fondazione:
Presidente:Attilio Cogrossi,Vice Presidente: Giacomo Orsini, Segretario: Mauro Priori, Cassiere: Giuseppe Balzarini, Consiglieri: Dante Regis, Giuseppe Aimi, Attilio Pozzali.
ottobre 1925 vessillo L'anno successivo l'Associazione si presenta alla città con un'altra manifestazione di grande attrattiva pubblica, indetta con un programma che occupa l'intera giornata del 18 ottobre 1925 e che la stampa pone in risalto, invitando la città ad imbandierarsi per dare dovuto contorno all'avvenimento. Parteciperanno infatti delegazioni di Orfanotrofi ed Associazioni consimili di molte città tra cui Milano, con il vessillo dei suoi “Martinitt” (gli orfani del collegio di S.Martino) che sventolò sulle barricate delle Cinque Giornate di Milano nella rivolta contro gli occupanti austriaci del 1848, inalberato dai ragazzi dell'istituto milanese che facevano i portaordini tra una barricata e l'altra. Presente anche Trieste, cui sarà dato l'onore della più attesa, e quindi altre città convenute per la cerimonia della consegna della bandiera all'Associazione, donata e confezionata da un Comitato di signore della città. La manifestazione comprenderà anche la commemorazione di mons. Ferdinando Manini, già fondatore dell'omonimo istituto oramai inglobato nell'Orfanotrofio.Con siffatte premesse d'immagine e di presentazione nell'ambito sociale cittadino,
l'Associazione inizia il suo lungo cammino di traduzione nei fatti dei presupposti di solidarietà posti alla base del suo agire, sovente affidato ad intenti di personale sincera umanità, nei quali prevale l'intervento dell'aiuto materiale al bisogno degli ex allievi in difficoltà, ma comunque accompagnato e portato con quello morale, svolti con il tratto del soccorso fra amici. All'agire spontaneo è però intanto applicato lo statuto, che individua e regolamenta i termini dell'intervento per un'assistenza integrativa, soprattutto adottata (sull'esempio delle società operaie di mutuo soccorso del tempo) nel momento dello stacco dal lavoro per malattia, per la qual cosa è stabilita una diaria di 70 lire mensili per 6 mesi di aiuto ( nel 1924! ). Gli scopi prevedono un aspetto materiale dell'intervento quale :“Mutuo soccorso e assistenza in caso di malattia, di morte, di sventure famigliari e in ogni altra reale necessità dell'associato, con gli aiuti consentiti dalle disponibilità della cassa sociale, e quindi morale: “-Interessarsi per trovare occupazione a chi cerca lavoro - procurare agli associati arricchimento culturale”. Verso l'Istituzione di provenienza si prevede di: “contribuire con ogni mezzo all'incremento finanziario degli Istituti Educativi, attirandovi la beneficenza, anche mediante la condotta irreprensibile degli associati e la fattività esemplare dell'Associazione”. E ancora: “promuovere festeggiamenti 'decorosi' (biblioteca, conferenze, teatro, musica ecc.) a beneficio degli Istituti Educativi”. Indi “ procurare agli alunni degli Istituti utili e sani divertimenti, diffondendo tra di essi il culto dell'onestà e dell'operosità, e quindi portare loro aiuto al momento delle dimissioni” . Infine: “istituire premi annuali da assegnarsi ai migliori allievi che si distingueranno nello studio e nel lavoro”.
1927 - LA SEZIONE FEMMINILE
Il 1° novembre 1927 scende in campo anche la sezione femminile, che nasce con la denominazione di “Associazione di Assistenza tra le ex Allieve dell'Orfanotrofio Femminile di Cremona - Maria Zoncada -”,fondata grazie all'energica azione della Presidente Erneste Sajani, prima diplomata maestra dell'istituto. Lo Statuto di fondazione ricalca esattamente l'organizzazione interna ed i principi filantropici già adottati dalla sezione maschile, di cui sono condivisi gli ideali, anche se le ex allieve operano in perfetta e totale autonomia, e mettono in campo una propria incisiva azione associativa.
Ex Allieve La loro è una presenza subito caratterizzata da un forte impegno per il realizzo degli intenti, che le vede sostenitrici convinte dell'idea federativa tra le associazioni, propugnata dagli ex Martinitt di Milano e realizzata per dare maggior carattere e penetrazione al concorso degli ex nel rapporto con le amministrazioni degli orfanotrofi di provenienza e le istituzioni, anche governative, in ordine alla conduzione degli orfanotrofi, ed al ricovero dei minori.
IL PROSEGUO
Divisi dunque nei due gruppi che operano in parallelo ma con propria distinta organizzazione, essendo i loro componenti provenienti da istituzioni che hanno avuto in comune la fondazione e la medesima direzione (Somaschi), ma gestione, funzionalità e stato patrimoniale divisi, nonché la totale assenza di riferimento e contatto l'uno con l'altro, le due associazioni iniziano loro storia di attività nel campo sociale della comunità cremonese, ritagliandosi un ruolo ed una specificità operativa loro propria, abbastanza unica, comunque giunta inalterata sino all'oggi. Naturale diventa la stretta collaborazione tra le due sezioni, animate dalle stesse finalità, che agiscono con intento finalizzato all'ottenimento di un risultato di concreta solidarietà a favore degli amici in difficoltà, e di quello di una “promozione” di un interessamento proprio e pubblico verso l'istituzione che li ha accolti, al fine di contribuire a migliorarne le funzioni. All'epoca, sono attive molte associazioni di ex allievi dei civici orfanotrofi, sorte spontaneamente in alta Italia e soprattutto in Lombardia, che infine decidono di riunirsi in federazione come appunto avviene nel 1926, con la nascita in Milano della F.I.E.R.O. - Federazione Italiana Ex Ricoverati Orfanotrofi- promossa dagli ex Martinitt . I comuni scopi rendono fattiva l'intesa di un'azione federale quale matrice alle iniziative dell'organismo, retto da un consiglio federale di cui fanno parte i rappresentanti dei sodalizi. (per Cremona: Alberto De Scalzi, ed Erneste Sajani). Le Associazioni hanno anche in comune lo stesso ordine di risorse finanziarie cui affidarsi per l'espletamento dei compiti, procurate in autonomia di reperimento e dunque ottenute dai soci e dai simpatizzanti, senza usufruire mai di alcuna provvidenza pubblica o istituzionale. Gelose e ferme sul principio della loro totale caratteristica apolitica, apartitica e di governarsi indipendenti da qualsivoglia ingerenza, hanno sempre mantenuto la loro identità al di sopra degli schieramenti della società, perché non accettabili in un contesto associativo quale quello che per ottant'anni ha caratterizzato la Lazzaro Chiappari.
L'ATTIVITA'
Ognuna delle due sezioni procede dunque nei propri intenti e attua quel programma di socialità fortemente inteso e vissuto tra i soci, che comprende il ritrovarsi, condividere svago e amicizia in forme diverse, ma con il profondere impegno per l'ottenimento di tangibili risultati alle richieste di un'occupazione, di sistemazione abitativa, di problemi della salute o famigliari, dei soci e di tutti gli ex bisognosi. La. Femminile, ottenuta dietro supplica scritta al Capo del Governo una macchina da maglieria nel 1931, pone in atto un laboratorio che le ex allieve apprestano per quelle di loro disoccupate. Le perorazioni della Sajani trovano soddisfazione anche presso la Regina Elena d'Italia, con donazioni di denaro che la Sovrana concede nel 1932 e nel 1939. Esplicata in varie forme, diventa preminente la solidarietà verso il bisogno di “ex” indigenti, con regole che l'associazione si è data, anche se sovente l'iniziativa è frutto personale dei singoli soci pronti all'aiuto verso i propri amici di giovinezza. Un sostegno dal duplice effetto, morale e mate-riale. Usuale diventa quello della visita e profferta d'aiuto ad ammalati e ricoverati, ricorrente e largamente applicato. Nella Maschile vige il trattamento riservato ai soci lavoratori in malattia, previsto con una diaria di sostegno per i giorni non pagati dal datore di lavoro, e disponendo di eventuale intervento anche di un medico convenzionato. Nel caso di disoccupazione improvvisa, è dato un sussidio con valore diverso se vi è carico famigliare o meno. Per il ritrovarsi, gli anni 1930 sono quelli ove si accentua la possibilità dell'aggregazione da parte della gente favorita dalle nuove abitudini popolari che si diffondono. Manifestazioni, gite verso luoghi finalmente da scoprire, sono svaghi che le due associazioni favoriscono, sovente portandosi appresso gli allievi dell'istituto, o la loro banda musicale. In questo contesto la Maschile ha da tempo consolidato il grande raduno degli ex allievi che ogni 4 novembre (festa nazionale della Vittoria '15-'18), è assurto a celebrazione della fondazione del sodalizio, come tuttora è. Il suo svolgimento si alternerà nella sede dell'Istituto o fuori di esso, comunque divenendo anche la festa dell'Orfanotrofio con ampio richiamo e ritrovo di tutta la sua famiglia. La sezione maschile riesce nel frattempo ad allacciare i primi reali contatti con l'amministrazione dell'Istituto e con i ragazzi da essa ospitati in Orfanotrofio. A favore dei quali, maschi e femmine, è dato inizio alla tradizione dei doni della S.Lucia, oltre a creare altre occasioni di presenza fra di essi, con iniziative quali le gite che nel dopoguerra saranno indette con partecipazione dell'intero collegio (Salsomaggiore e Bettola -anni 1950) Banda in testa, sino ai tempi più recenti con l'ospitare dei piccoli gruppi. La condizione di povertà e difficoltà di lavoro induce la Femminile ad appuntare i propri sforzi al sostegno del bisogno delle associate, creando occasioni lavorative autonome, come l'istituire un laboratorio di maglieria di cucito e ricamo, nel tentativo di ottenere “commesse” sufficienti a creare una qualche fonte remunerativa. Cosa per la quale la Presidente Sajani non si risparmia e non tralascia alcuna forma di promozione e sollecito d'aiuto nei confronti della “Maria Zoncada”, che riesce a dotare di una dignitosa sede associativa, che i maschi non hanno, all'interno della quale sono creati momenti di svago soprattutto domenicale, con recite ed arte varia. L'attività delle associazioni è vissuta con partecipazione e soprattutto nella maschile con acceso confronto fra i soci. Va da sé che l'idea promossa dagli ex Martinitt di Milano,fortemente sostenuta dal loro Segretario Attilio Berini, trova convinti proseliti i due gruppi di Cremona, soprattutto con la determinazione della Sajani, che con Alberto De Scalzi entra a far parte del Consiglio della nuova Federazione Italiana ex Ricoverati Orfanotrofi, costituita nel 1926. Il giornale “L'Orfano” dell'associazione ex Martinitt di Milano, assume la funzione di organo di stampa della Federazione pubblicando sino allo scoppio della seconda guerra mondiale le notizie di tutte le altre sezioni che ne fanno parte. La vita interna dei due sodalizi è pressoché identica, ma mentre nella maschile si muovono, dato il maggior numero di soci, forze e idee del fare che si contrappongono, così determinando frequenti cambi di componenti del Direttivo, da parte delle ex allieve, grazie alla presenza della Sajani, la conduzione è lineare e costante. Essa riesce a promuovere anche un progetto ambizioso dando il via alla raccolta, proiettata nel tempo, di un fondo straordinario per l'acquisto di un pensionato che consenta alle ex allieve indigenti di trovare rifugio sicuro. Anche la parte maschile annovera una figura di spicco, quale il socio Mauro Priori (orafo-ex Manini), la cui fede associativa unita alle doti personali ne fanno uno dei cardini dell'andamento del sodalizio, grazie alla sua presenza di saggio proponente ed accorto mediatore, da risultare un Segretario prezioso, al quale l'Associazione deve molto del suo esistere, per l'intelligente ed oculata azione di coagulo da lui condotta tra gli ex allievi. L'attività dei due sodalizi produce effetti positivi sulla credibilità degli Orfanotrofi, così realizzando uno dei propri presupposti, quale appunto quello di attirare interesse e “benevolenza” verso di essi, che la città non fa mancare, come dimostrano le richieste di avere per lavoranti i ragazzi dell'istituto, fatte da artigiani e negozianti. Gli ex allievi cercano di mettere a profitto il loro operare per ottenere dall'Amministrazione un più diretto contatto sui temi della cura degli orfani e della vita stessa dell'Associazione. Azione che nell'anteguerra marca il passo per il costume corrente ove prevale il concetto della gerarchia degli addetti a fronte della partecipazione dei cittadini, non solo dovuto al regime politico del tempo. Richieste che dopo gli anni cinquanta cominceranno a trovare accoglimento sempre più consistente, dovute alla maggiore democraticità raggiunta nel paese, ma anche per la determinazione con cui gli ex allievi operano, facendo ricorso anche all'opinione pubblica, mediante la stampa. Ed è la Fiero che promuove nell'anteguerra '40 una ferma opposizione al prospettato obbligo di una retta che a livello nazionale si vuole porre comunque a carico della famiglia che affida i figli agli istituti, ottenendo la moderazione del provvedimento.
Muore Lazzaro Chiappari
Nel 1933 muore il cav. Lazzaro Chiappari e gli ex allievi deliberano di onorarne la memoria in ricordo dei quarant'anni (gli otto lustri che la Sua Lapide ricordava dal portico d'onore dell'Istituto), da lui dedicati alla causa dei giovani quale Consigliere degli Orfanotrofi, inserendone il nome nella denominazione del loro sodalizio. La guerra: con lo scoppio della seconda guerra mondiale le condizioni di vita diventano man mano di estrema restrizione, il cui effetto negativo in generale colpisce subito l'azione dei sodalizi dediti alla solidarietà. Gli ex allievi riescono però a svolgere almeno sino al 1943, forme di attivo sotegno Tra esse, e dopo il 1943, la toccante e significativa decisione di privarsi del patrimonio in denaro già raccolto nel tempo per la dotazione di un pensionato che le ex allieve auspicavano, distribuendo aiuti alle famiglie delle socie colpite dalla perdita del marito.
IL DOPOGUERRA 1945
Con la fine del conflitto mondiale è avviata la ricostruzione e il rinnovamento. Le due associazioni riprendono l'attività grazie all'attaccamento che ex allievi ed ex allieve riserbano loro, nonostante la diffusa povertà. Ed è un ritrovarsi dal sapore di nuovo piacere all'indomani della tragedia bellica, che spinge a riappropriarsi dello spazio e della voglia di unirsi con gli altri, che nel caso degli ex è naturale trovare nei propri sodalizi.
convegno La maschile già nel 1946, con il binomio Arturo Ferrari alla Presidenza e Mauro Priori di nuovo alla Segreteria, riprende la propria attività con rinnovato slancio, seguita dal gruppo femminile che perde però Erneste Sajani, spentasi nel 1947, sostituita alla Presidenza da Vittoria Gavini Dolfini. I due sodalizi sono subito all'opera con iniziative atte al richiamo verso di essi degli ex allievi, e ad attirare ogni possibile interessamento in aiuto alla conduzione dell'istituo, in difficoltà a causa dei suoi patrimoni compromessi nel loro mantenimento e reddito, dalle condizioni causate dalla guerra. Una ragione, che espone le famiglie dei ragazzi ospiti a pagare una retta maggiore, che l'Eca è costretta a chiedere e che l'Associazione tenta di attenuare come può. Le due Associazioni promuovono ad esempio nel 1949 comuni iniziative tra cui “pesche” benefiche, e con la maschile che “noleggia” addirittura la Galleria XXV Aprile, ove, chiusi gli accessi, è svolta una serata benefica con ballo e orchestra, a favore dell'Orfanotrofio. La stessa assistenza data agli ex in difficoltà, anziani o appena dimessi dall'istituto, riprende slancio ed effetto, riuscendo a portare un aiuto significativo in molti casi, che a volte sorprende gli stessi autori per la sua efficacia e consistenza. Un effetto positivo degli scopi è quello intanto attuato negli anni 1950 che vede ospitare i ragazzi nelle gite dell'Associazione fra cui quella citata di Salsomaggiore, svolta con un treno speciale, e altre dove la Banda è il biglietto simpatico di riconoscimento a apprezzamento pubblici. Periodo in cui alla Segreteria del Sodalizio, dopo breve parentesi di Martino Bassi, è eletto Cesare Marenzi (socio tuttora iscritto dopo 63 anni di militanza iniziata nel 1941 e divenuto Benemerito), che con impegno efficace reggerà l'incarico sino alla primavera del 1959. È ripresa l'edizione della grande manifestazione di novembre, promossa dall'Eca ed a cui l'Associazione compartecipa la sua collaborazione. La cerimonia si svolge nell'Istituto di via Geromini e i due sodalizi concorrono nella premiazione degli allievi meritevoli e all'allestimento dello spettacolo pomeridiano della festa, svolto in locali per intrattenimenti della città. Il carattere della giornata è dunque oramai di duplice festa: dell'istituzione e della fondazione dell'Associazione.
NASCE LA “MARINI”
Nel fervore associativo che muove dall'indole fattiva dei soci c'è quella di creare un gruppo sportivo degli ex allievi, desiderato da quando si era in Orfanotrofio. Ma il socio Martino Bassi che già aveva costituito con l'ausilio di amici ex allievi un primo tentativo presiedendo una squadra calcistica di quartiere, individua l'occasione opportuna nella fortunata disponibilità di parecchi ottimi giocatori, allievi dell'Orfanotrofio e prossimi alle dimissioni, che l'allievo Gianni Delfanti gestisce quale “Società Sportiva Orfanotrofio”e i cui “cartellini” diventano disponibili per un passaggio ad altro club. Bassi, consigliere dell'Associazione di cui è già stato anche segretario per un breve periodo, trova modo di accordare l'insieme burocratico amministrativo per allestire il nuovo Gruppo Sportivo che nasce nel 1950 con la denominazione “Alessandro Marini”, per onorare questo ex allievo divenuto Reggente dell'Orfanotrofio negli anni 1930 e ricordato per la sua solerte amministrazione a favore dell'Istituto.
Cittanova Promotore e anima del gruppo, Bassi è affiancato da altri ex allievi dell'associazione quali: Cesare Marenzi, Alberico Cappelletti, Enrico Bagaini e quindi lo stesso Gianni Delfanti, che, come detto, era dirigente sportivo all'interno dell'istituto assieme all'allievo Luigi Alberti. L'esordio non può essere migliore: la Marini vince il campionato di Lega Giovanile del 1950, senza subire sconfitte. I tre quarti della squadra tra titolari e riserve, è costituito da ex allievi. Il gruppo sportivo avrà comunque vita autonoma e distinta dall'Associazione,e Martino Bassi presiederà l'una e l'altra in ruoli separati, ma sempre affini e legati moralmente, nell'ambito dei quali molti ex allievi continueranno ad essere partecipi della conduzione del club, della cui fortunata ed esemplare attività sportiva dedita ai giovani che dura tuttora, Bassi rimarrà l'artefice in prima persona. L'attuale dirigenza Marini ha istituito dal 1993 in sua memoria un torneo di calcio giovanile, categoria allievi, che con l'avallo della FGCI ogni anno richiama molto interesse nel settore, con ricca partecipazione di squadre provinciali.
NUOVO CORSO DELL'ASSOCIAZIONE
Nei dieci anni e più, successivi al dopoguerra, le due associazioni conducono con profitto il loro intento associativo. Ma nel 1957, a seguito di un numero sempre più ridotto di aderenti alla “Maria Zoncada”, le ex allieve sciolgono il loro gruppo, devolvendo ogni sostanza all'Orfanotrofio Femminile. Un anno prima era giunta ancora una donazione di denaro fatta al sodalizio da una socia defunta, prontamente distribuita in parti uguali ad una decina di ex allieve bisognose. Tuttavia, l'ex Presidente Gavini, assume l'impegno di rappresentare comunque le ex allieve con la sua presenza alle manifestazioni, distribuendo anche il premio di novembre alle allieve, che a titolo personale continuerà ad assicurare.
foto Anche nella maschile, causa forse un mancato ricambio generazionale di ex allievi, si avverte la necessità di un rinnovamento cui viene in soccorso un consistente afflusso di ultimi dimessi dall'Orfanotrofio che nel 1959 entrano nell'associazione, determinando l'insediarsi di Martino Bassi alla Presidenza ed alla Segreteria Arnaldo Scazzoli. Si crea una nuova organicità di funzionamento e indirizzi operativi, che si avvale nel suo realizzo dell'apporto della nuova generazione tra cui Silvano Turci, che affiancherà Scazzoli, già consigliere nel 1958, in un lavoro assiduo per l'Associazione che dura tuttora. Si costituisce così un gruppo di soci giovani quali Mario Gregori, Pierluigi Ruggeri, Ettore Bazzani, Ivano Sbrosi, Cesare Cauzzi e Gianni Bessi, che si integrano con anziani quali Enrico Bagaini, Clemente De Scalzi, Bruno Fenocchio, e poi in seguito ancora Cesare Marenzi, in un'al- ternanza che consente dinamismo e impulso alla continuità gestionale del sodalizio. Tra i primi intendimenti vi è il rapporto di reciprocità da instaurare con l'Eca e con l'Istituto, nella veste di interlocutori delle problematiche di vita in orfanotrofio, ma anche quale organismo disponibile per azioni di complemento all'atto educativo dei ragazzi, per la parte del tempo libero ed altro. Un agire che il sodalizio propone sotto l'aspetto di collaborazione concordata con l'ente e dunque riconosciutale, non più e solo dipendente dalla benevolenza della Direzione, come fatto sino a qui. Intento propositivo, offerto nello spirito di consapevole vocazione per la tutela degli Orfanotrofi che l'Associazione si avoca per diritto morale. L'avvicinamento all'Ente si realizza gradualmente, favorito anche dalla presenza nel suo Comitato del socio cav.uff. Clemente De Scalzi, nella veste di Consigliere-Reggente e poi di Presidente (1966), che ha per Segretario Capo l'avv. Alessandro Dordoni. La Lazzaro Chiappari cresce in questo modo in una sua distinta incidenza sociale propria, con specifica caratteristica. Il Sodalizio si dota inoltre della prima sede, limitata ad un locale per ufficio, ottenuta in piazza Ospedale (Giovanni XXIII) nel palazzo Eca.. Il 4 novembre del 1961, il sodalizio, dopo che il Direttivo ha condotto per due anni il rinnovamento, si presenta per il proprio rilancio indicendo il “1° Convegno Provinciale degli Ex Allievi”, tenuto al teatro “Odeon” di piazza Marconi. La partecipazione di ex allievi, dell'intero Collegio con la sua Banda, dell'Eca con l'avv. Dordoni e De Scalzi, da alla manifestazione, indetta anche per la tradizionale ricorrenza di fondazione, il crisma dell'investitura di una rinascita e di una programmazione della sua attività che Scazzoli espone nella sua linea di prospettiva, e sulla cui base sarà condotta l'azione che ancora oggi presiede l'andamento associativo. Viene inoltre riappropriata dall'Associazione l'organizzazione della manifestazione di novembre, come da sua primogenitura, a cui si era finito per anteporre l'Eca, facendo assumere alla ricorrenza la caratteristica del grande raduno della famiglia di ex e festa dell'istituzione. Nel 1963 viene rinnovato anche lo Statuto associativo. Giunge così nel 1964 il QUARANTESIMO anno di fondazione. L'Associazione ricorda l'anniversario con iniziative tra cui si annovera l'originalità del raduno estivo alle Colonie Padane, presente l'istituto con musica, e gli ex Martinitt di Milano con cui si riallacciano in quel giorno i rapporti interrotti dopo il 1945.
NASCE IL GIORNALE
L'anniversario dei quarant'anni è anche il momento della nascita del giornale sociale, che viene pubblicato con il titolo de “Il Quarantesimo”, ed in seguito con la testata “L'EX ALLIEVO”.
Una sola Associazione
Nel 1965 il gruppo femminile torna a nuova vita, grazie alla giovane ex allieva Adelina Rè, che sostenuta da Argia Vigliotti, ricostituisce il nucleo della “Maria Zoncada”, ricominciando l'attività. Viene riallacciato subito il rapporto con la parte maschile, che nell'assemblea generale dell'anno successivo decreta la fusione dei due gruppi, sotto unica denominazione “Lazzaro Chiappari”. Nella manifestazione del 4 novembre 1966 le ex allieve donano il labaro sociale, che esse hanno voluto a suggello della felice unificazione di tutti gli ex allievi degli Istituti Educativi.
foto di gruppo Riunificazione che consente alle ex allieve di far parte del Direttivo, ove è appunto eletta nel 1967 Adelina Rè, e dove Gianni Delfanti ha assunto l'anno prima la Vice Presidenza che tuttora detiene. Anche Flavio Rivaroli è consigliere dal 1965, e lo sarà sino al decesso del gennaio 2003. Fattiva è quindi l'opera di interessamento e sostegno a favore dei dimessi dall'istituzione, cui procurare lavoro o l'abitazione, per quanto possibile. Lo stesso rapporto con l'Eca si intensifica e si consolida maggiormente, grazie anche al suo Presidente De Scalzi. Nel 1969 scompare l'ex Presidente dell'Associazione Arturo Ferrari, figura di primo piano nella vita del sodalizio , oltrechè persona e socio dai solidi concetti morali.
L’ASSISTENZA
L'opera che l'Associazione ha condotto nei suoi ottant'anni di vita a favore del sostegno all'indigenza degli ex allievi è' vicenda composita, fatta di azioni piccole e grandi di solidarietà, significative e sintomatiche dello spirito che ha unito in sodalizio gli ex allievi, perché comunque svolte con il tratto perenne dell'amico che incontra l'amico nel bisogno. Componente base del ritrovarsi in forma associativa da parte degli ex allievi, l'aiuto reciproco, l'assistere il bisognoso, è stato l'elemento quasi naturale e spontaneo su cui si è formata la ragione della solidarietà svolta. Nelle pur limitate possibilità materiali si è riusciti a produrre sostegno costante e mirato al bisogno pratico da alleviare, unitamente a quello morale. Dall'aiuto per superare un momento di difficoltà economica a quello di trovar casa o lavoro ed a quello di gestire anche taluni soggetti che immessi nell'autonomia della propria vita, date le loro carenze, stentavano a capacitare il loro quotidiano, si è svolto l'importante percorso dell'assistenza associativa. Essa ha sovente sopperito alla lentezza delle istituzioni pubbliche invocate a far fronte all'immediatezza delle necessità, o aiutato a superare problemi ricorrenti o improvvisi di ogni giorno, intervenendo con opera paziente ed efficace. Azione dunque dai contorni non semplici per le implicanze morali e materiali del cui realizzo va riconosciuto l'impegno costante profuso da due soci delegati all'assistenza associativa: la Consigliere Adelina Rè ed il Vice Presidente Gianni Delfanti, che principalmente ed in prima persona hanno svolto sin dal 1969, anno della costituzione dell'apposita commissione tuttora operante, il compito delicato dell'assistere, al quale va certo aggiunto il concorso di altri soci (sovente la sede è stata luogo di incontri di carattere riservato per problemi personali da soccorrere). In questo atto dell'assistere vi è dunque buona parte dell'essenza associativa posta a base del sodalizio nel 1924, e da ottant'anni messa in atto dagli ex allievi.
PRESENTI E PROPONENTI
L'Associazione è attiva all'interno del collegio, e vi assume iniziative importanti per il tempo libero dei ragazzi, attraverso lo sport. Essa li coinvolge nel far sorgere il gruppo sportivo ORMAS (ORfanotrofio MASchile), con il quale è praticata l'atletica, il calcio e la pallavolo, e ottenendo nel 1967 l'iscrizione quale club autonomo ai giochi della Gioventù, riservati agli istituti scolastici. Una promozione e un sostegno quelli portati dall'Associazione soprattutto grazie al socio Ernesto Orlandi delegato in proposito, perché componente del Coni, coadiuvato nel compito dal segretario dell'Associazione Giuseppe Schiavetti, a sua volta già arbitro di calcio dilettante. Parimenti, nell'Orfanotrofio Femminile le ex allieve consolidano i contatti attraverso una presenza discreta ma assidua, instaurando un ottimo rapporto con le suore addette che oramai hanno assunto anche un ruolo educativo. Nel Direttivo dell’Associazione entrano intanto nuovi giovani come Mario Minuetti e Remo Barbisotti. E matura anche il tempo di un necessario adeguamento delle strutture dell'istituto, divenute vetuste in fatto di abitabilità e funzionalità logistica, per il cui rinnovo si fa portavoce insistente l'Associazione, oltre ad essere denunciate dagli enti che immettono i ragazzi (Enaoli). Il sodalizio si pone interlocutore dell'amministrazione Eca (Presidenza De Scalzi), con il quale ha vari incontri sul tema e porta il problema all'attenzione pubblica tramite stampa. Un primo intenzionale progetto da parte dell'ente è superato a seguito dell'imminente rinnovo elettorale delle amministrazioni locali.
L'ASSOCIAZIONE NEL COMITATO ECA
La consultazione elettorale del 1970 corona l'impegno dell'Associazione facendole ottenere il primo seggio nel Comitato Eca, divenuto possibile grazie all'accordo raggiunto con la forza politica che ha accettato il delegato dell'Associazione tra le sue candidature. Intesa, che prevede la totale indipendenza d'azione degli ex allievi per quanto riguarda le problematiche degli Educativi, a fronte dell'allineamento con il partito sugli altri aspetti amministrativi dell'ente. L'incarico è dato ad un socio prescelto dall'Associazione, come avviene tuttora. Al primo storico incarico è demandato Arnaldo Scazzoli, Segretario del Sodalizio, che inaugura la presenza associativa nel Consiglio dell'Amministrazione degli Educativi il cui Comitato registra nella circostanza della rielezione un ricambio generazionale di molti Consiglieri giovani, quali persone che si affacciano per la prima volta ad incarichi pubblici. Nuovo Presidente è Mario Parmigiani. Condizione che porta dinamicità operativa con l'adozione di tutta una serie di innovazioni e revisioni di funzionamento dell'ente. Fra queste, è completata la progettazione definitiva del nuovo istituto, accompagnata da una indagine conoscitiva promossa dall'Eca in Cremona a livello di consultazione nazionale di esperti del settore dei minori e di pedagogia corrente. Con essi è invitata anche l'Associazione. Nel giugno del 1974 L'Associazione è presente tra gli invitati all'inaugurazione del nuovo istituto, ora divenuto Centro Sociale Barbieri.
CON LE ISTITUZIONI
Nella generale crescita della nazione è intensa anche la vita dell'Associazione, che espleta i suoi -presupposti con impegno e risultati concreti, tali da farle acquisire unanime credito e considerazione nell'ambito delle istituzioni e del mondo sociale della città.
foto Presenti nell'Eca, gli ex allievi proseguono nel loro contributo di apporto all'andamento dell'istituzione che nella nuova versione del “Barbieri” va assumendo connotazioni pedagogiche di cui il sodalizio è partecipe anche con l'interiore sforzo di adattamento alle nuove forme dell'accogliere ed educare i giovani. Il socio Ernesto Orlandi nel 1975 subentra a Scazzoli nell'incarico di delegato all'Eca, vivendo il momento di “sospeso” passaggio delle competenze dell'ente, dovuto alla grande riforma della Sanità decorrente dal 1° gennaio 1978, con l'istituzione delle USL e delle specifiche attribuzioni in ma- teria di sanità e assistenza, delegate direttamente alle Regioni e quindi ai Comuni. La nuova legislazione pone fine alla funzione degli Eca, le cui amministrazioni in carica diventano dei Collegi Commissariali delle Ipab, in attesa del loro trasferimento all'Assessorato del Comune, poi non avvenuto per un sospeso costituzionale dell'alta Corte (1981). Cambia il delegato associativo in Ipab, dove Alberto Campanini sostituisce Ernesto Orlandi. Nel Direttivo entra il socio Fiorenzo Bassi.
foto di gruppo L'Associazione raggiunge quindi i sessant'anni di vita associativa nel 1984. L'evento è celebrato dando alle stampe un piccolo volume storiografico degli Orfanotrofi e dell'Associazione, quale divulgazione di una pagina di storia cremonese ritenuta importante dagli ex allievi. La manifestazione di novembre è celebrata con molto risalto, grazie all'ospitalità del Sindaco Renzo Zaffanella che accoglie i convenuti in solenne cerimonia svolta nella Sala Consiliare del Comune, presente anche il corpo bandistico dei Martinitt di Milano
Premiazione Con l'improvviso decesso di Campanini, è il socio Giacomo Ghilardi, già Segretario del Sodalizio nel 1975 e quindi consigliere, a entrare nel Comitato Ipab, nel momento in cui pressante diviene l'adeguamento formativo e di accoglienza dei minori, richiesto dai nuovi codici di pedagogia. Ghilardi è delegato a presiedere la non semplice trasformazione del Centro Barbieri nelle nuove Comunità, sulla scorta del progetto attuativo della psicologa Cinzia Baggi, da lei diretto. L'istituzione, abbandonato ciò che rimaneva del vecchio istituto, si aggiorna, e adegua la sua accoglienza a nuove realtà dell'assistere, con problematiche della persona derivanti da cause familiari che non dipendono più dall'essere senza genitori. Purtroppo Ghilardi scompare a sua volta nel novembre del 1989 ed è il socio Ernesto Maggi a sostituirlo nell'incarico di delegato all'IPAB.
Muore anche il Presidente dell'Associazione Martino Bassi nel novembre 1992.

Scazzoli Nuovo Presidente è Arnaldo Scazzoli, eletto nell'assemblea dell'aprile 1993.










LA NUOVA SEDE
Una nuova ed accogliente sede per l'associazione diviene realtà nel 1997, grazie all'accordo-concessione ottenuto dall'amministrazione Ipab il cui Consiglio e soprattutto il Presidente Geroldi, ne hanno deciso il realizzo. Collocata sempre nello storico “Palazzo della Carità” (di proprietà Ipab- Elemosiniere) in piazza Giovanni XXIII - 1, dove è posta quella esistente.
Sede Al locale già disponibile, ne sono collegati altri adiacenti, così ampliandone lo spazio. L'Ipab si accolla il risanamento murario e di base, servizi compresi, mentre i soci dell'Associazione si danno ad un frenetico e proficuo lavoro di rifinitura degli ambienti (pavimentazione compresa) e di recupero dell'arredo, con impiego di un'intera estate di lavoro volontario. A novembre avviene l'orgogliosa inaugurazione.


LE COMUNITÀ RIUNITE
Il dicembre del 1997 riserba tuttavia la sorpresa di vedere interrotta la presenza dell'Associazione nel Comitato Ipab,a seguito di una rimpasto politico del Comitato dell'ente, dal quale rimane escluso il delegato della Lazzaro Chiappari. Alla neo eletta presidente, Mariuccia Minelli, è chiesto di tenere comunque stretti i rapporti con il sodalizio, cui darà correntemente scrupolosa attuazione, in uno spirito operativo di reciproca intesa e consultazione. Mariuccia Minelli, con la convinta collaborazione e adesione da parte dell'assessore Francesca Platè, si fa inoltre promotrice del progetto da tempo caldeggiato e richiesto dall'Associazione, della riunificazione sotto unica gestione Ipab anche delle tre Comunità per minori, che identiche per funzioni e contenuto educativo alle “Barbieri”, sono distintamente gestite dal Comune, portata a compimento il 1° gennaio 1999. Con il 1999 ricorrono i settantacinque anni di vita dell'Associazione, che ne ricorda l'evento con la pubblicazione di un opuscolo illustrativo della vita del sodalizio. Ma è anche l'anno che nel rinnovo elettorale amministrativo della città vede il ritorno del rappresentante associativo nel Comitato Ipab, eletto come tale direttamente dal Sindaco Bodini ( non più quale componente, anche se“indipendente”, di qualche lista di partito locale, come in precedenza avvenuto), a riconoscimento della fattività dell'Associazione. Delegato all'incarico è nuovamente Ernesto Maggi. Nuovo Presidente dell'Ente diventa l'ing. Livio Tregattini, che a sua volta consentirà forti e proficui rapporti con gli ex allievi, in una continua intesa che la responsabile, Roberta Barilli, aiuterà a rendere positivi ai fini degli intendimenti con cui è svolto il servizio dalle Comunità per minori.
L'ASSOCIAZIONE E IL MINORE
Lo Stato avvia con disposto del marzo 2001 il riassetto dell'intera assistenza pubblica, divenuta ora “sicurezza alla persona”. In essa rientra quella del minore con il principio inviolabile della tutela alla sua persona, nel diritto di crescita e formazione, con una scelta più mirata al bisogno del soggetto e non il suo adattamento a forme comunque disponibili di accoglienza.
Foto gruppo Il riassetto strategico prevede interventi di sostegno preventivi, se possibile, alla famiglia o all'origine delle problematiche e all'Affido famigliare è assegnato il compito primario dell'accoglienza a fronte delle precedenti forme residenziali (istituti e collegi), dichiarate a termine entro il 2006. I disposti limitano oramai l'impiego delle istituzioni,giungendo a menzionare il superamento delle stesse Comunità, anch'esse da prevedere nella prospettiva della socialità corrente come forma da abbondare. Aspetto su cui l'Associazione conferma tutte le sue riserve, dovendosi tenere in conto l'esistenza di reali necessità del settore, che fanno delle Comunità di tipo “famigliare” un mezzo tuttora indispensabile all'impiego, come appunto sono le “Barbieri”. Comunità che sono ancora attuali perché strumenti essenziali e disponibili al pronto intervento degli allontanamenti familiari d'obbligo, o per la collocazione in esse dei casi con problematiche di difficile gestione, o necessarie per l'età stessa dell'adolescente, per la quale vi sono meno accettazioni che non per l'infanzia. Non ultimi i casi di “ritorno” dovuti all'affido non andato a buon fine.
L'ASSOCIAZIONE ED IL SUO OGGI
L'entrata in funzione del riassetto locale delle Ipab e nel nostro caso di quello della Fondazione Cremona Solidale erede dei patrimoni degli ex Orfanotrofi, vede riconfermare nel Comitato amministratore la presenza del delegato associativo Ernesto Maggi, che il Sindaco Bodini nomina nell'incarico. Presidente del nuovo ente è il dr. Umberto Lonardi.. L'Associazione ha ritenuto opportuna la continuità della propria presenza nella Fondazione, perché le finalità patrimoniali degli ex Educativi continuino ad essere fonte di aiuto ai minori, e perché come previsto nei compiti dell'ente, esiste la facoltà di operare sostegno sociale diretto.
CON LE ASSOCIAZIONI CONSIMILI
Sin dalla sua fondazione l'Associazione ha contatti attivi e di stretta intesa con le associazioni similari degli ex allievi di altre città. Quasi tutte del nord Italia, perché qui fiorì più profonda la radice quasi identica dei tanti orfanotrofi che l'opera Somasca prima e l'azione civica poi, ebbero ad alimentare.
Ex Martinit Perché la più consistente, centro di riferimento e promotrice dei rapporti è sempre stata la “Ordine e Lavoro” degli ex Martinitt di Milano, nata nel 1884. La creazione della Fiero è stato il momento di maggior evidenza della presenza dei sodalizi, tutti impegnati negli scopi di solidarietà e di rapporto con l'istituzione di provenienza. Cremona avrà un suo ruolo importante nel contesto dei gruppi, peraltro quasi tutti cessati all'indomani della guerra del 1940-45. Ma nel 1964, in occasione del quarantesimo di fondazione della “Lazzaro Chiappari”, sono riallacciati gli incontri e dunque tornano frequenti i contatti con le associazioni superstiti di Milano degli ex MARTINITT, e della “Concordia e Previdenza” delle ex STELLINE (1893), e gli ex CIUDIN di Vercelli (1949), con le quali a tutt'oggi è vissuta una forte amicizia e collaborazione. (Dall'anno 2003 si ha inoltre contatto e un inizio di rapporto con gli ex “Crocini” di Casalmaggiore (CR), i quali sono ex allievi dell'Istituto fondato nel 1548 dal Consorzio dei Fratelli di S. Croce (Ordine religioso del tempo) di quella città, per ora tuttavia non costituiti in associazione).
L’ASSOCIAZIONE
I Presidenti
Sezione Maschile
- Attilio COGROSSI 1924 - 1931
- Alberto DE SCALZI 1931 - 1932
- Giacomo ORSINI 1932 - 1934
- Attilio COGROSSI 1934 - 1940
- Pio GRAMIGNA 1940 - 1946
- Arturo FERRARI 1946 - 1959
- Martino BASSI 1959 - 1992
- Arnaldo SCAZZOLI 1993 -
Sezione Femminile
- Erneste SAJANI 1927 - 1946
- Vittoria GAVINI 1946 - 1957
OTTANTESIMO DI FONDAZIONE
Consiglio Direttivo
Presidente: Arnaldo Scazzoli
Vice Presidente: Gianni Delfanti
Segretario: Silvano Turci
Tesoriere: Mario Gregori
Consiglieri: Adelina Rè, Fiorenzo Bassi, Mario Mangiarotti, Osvalda Saldini, (Flavio Rivaroli), Pierluigi Piacenza
Collegio Sindaci
Mario Minuetti, Anna Merolla, Pierluigi Ruggeri
Collegio Probiviri
Cesare Marenzi, Ernesto Maggi, Ornella Righelli

EX ALLIEVI CADUTI NELLE DUE GUERRE MONDIALI
1915 - 18:
-Domenico Gilberti, Dante Mazzolari, Attilio Mariaschi, Arturo Bertolini, Romeo Daquati, Francesco Martelli, Leo Tomè, Guido Regis, Romeo Molinari, Diocle Pedretti, Arnaldo Gamba,Torquato Ughini, Arnaldo Bertoli, Giuseppe Giussani, Guido Mondini, Sante Melzani, Felice Stecconi, Emilio Soldi, Siro Grassi.
1940 - 45:
Dante Casellani, Luigi Moretti, Ernesto Cocchetti, Annibale Grazioli, Giovanni Parizzi, Luigi Rusinenti, Pietro Tonani, Giovanni Romani, Odoardo Cerani, Mario Giovanati, Attilio Beltrami, Giuseppe Zucchi.
ALBO D'ONORE
Presidenti Onorari:
Cav. Italo MANINI- Presidente Onorario della Fondazione (1924)
Cav. Martino BASSI - Presidente Onorario dell'Associazione (2004 - alla memoria)
Socio Onorario:
Dr. Gianezio DOLFINI - Socio Onorario (1999)
Amici dell'Associazione
Dr. Gianfranco Bassi
M.o Italo Pestoni
Sig. Adolfo Donnarumma
Da un tema svolto dai ragazzi dell'Orfanotrofio sull'Associazione nel 1965:
-…molti sono già usciti dal collegio e sono diventati ex allievi. Essi per merito del collegio sono a lavorare e guadagnano soldi. (anni 10, matricola 84).
-…gli ex allievi d'oggi, tanti anni fa erano anch'essi ragazzi come me. L'associazione aiuta gli ex allievi nel bisogno come tanti anni or sono erano aiutati da altri ex allievi. (anni 11 -matricola 71)
-…quelli che usciranno dall'Orfanotrofio si troveranno forse senza casa o senza famiglia. Secondo me l'Associazione degli ex allievi potrebbe aiutarli a trovare un alloggio. (anni 13- matricola 37)
- Per me l'Associazione degli ex allievi è una bella cosa. Mi piacerebbe diventare un ex allievo insieme agli altri miei compagni che erano con me in collegio…- Ex allievi vuol dire aiutare i compagni bisognosi, cioè dar loro affetto e compagnia. (anni 12- matricola 27)
- Quando sarò anch'io socio cercherò quando è Santa Lucia, di portare qualcosa agli allievi piccoli.. , ..e pur di rispettare le leggi e i miei doveri verso la società, farò anche del bene agli altri anche se loro mi avranno offeso.- (anni 12 matricola 120)
-Noi ragazzi dell'Orfanotrofio apprezziamo e stimiamo questi ex allievi. Un giorno erano come noi, e che non si sono dimenticati dei ragazzi..-( 13 anni - matricola 22)
- Io credo che quando uscirò dal collegio, mi iscriverò a questa associazione. Non so ancora quanto si paga la tessera….- Io credo che ad essere in molti con tutti quei soldi che prende l'associazione possono dare la casa, il riscaldamento a questi ragazzi usciti dal collegio..-(anni 11- matricola 108)
- Al mio paese c'è un ragazzo che non aveva né padre né madre e quando uscì dal collegio fu aiutato dalla associazione. (P.B.)
- Io vorrei che questa associazione continuasse per sempre ad aiutare gli allievi che verranno in futuro dimessi da questo collegio e sia gli ex allievi che gli allievi si sentissero fratelli come ci sentiamo noi ora. (G.L.)
- Questa 'sociazione' è meglio che c'è perché quando andremo fuori dal collegio potrà aiutarci nel lavoro e qualche cosa d'altro. (G.P.)
-…contribuirò a questa associazione per tenerla sempre viva potendo così aiutare quelli che come me si sentiranno soli e indicarne la buona via davanti al grande problema della società. (P.C.)

CRONACA D'INSIEME

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EPILOGO
Dice un socio: ”come pochi ex ragazzi di quel periodo mi ritrovo da vent'anni a frequentare l'associazione ex allievi Lazzaro Chiappari. Sinceramente il mio avvicinamento all'associazione è stato indotto quasi da un debito di riconoscenza nei confronti di persone che negli anni passati avevano mostrato interesse alle sorti di noi ragazzi. Ben presto ho notato che l'immagine che mi ero fatto della stessa attraverso i soli contatti durante gli eventi (in particolare la festa di novembre), non corrispondeva alla realtà. Infatti ho scoperto che l'associazione si regge su di un gruppo, coeso e tenace, che in particolare porta avanti le proprie idee nell'ambito della educazione dei minori meno fortunati, basandosi sulla vissuta dura esperienza, ma con il pregio di allinearsi all'evoluzione della società. Il risultato è che l'associazione degli ex allievi rappresenta oggi un riferimento ed elemento di confronto per le istituzioni. Parallelamente agisce direttamente, come supporto morale e materiale, alle azioni svolte dalle istituzioni medesime. Insomma, un'associazione non solo culturale, ma anche concreta nei fatti…che ha bisogno del contributo delle persone per portare avanti i propri progetti. Unica dote richiesta è la sensibilità verso il prossimo meno fortunato…”(inserto tratto dall'introduzione del programma distribuito ai gitanti per Lusiana nel maggio 2004, dal socio e consigliere ing. Fiorenzo Bassi).
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