IL CENTRO SOCIALE BARBIERI
Con i presupposti di innovazione ambientale e di metodo assistenziale da affrontare, l'Eca è affidato dopo la consulta amministrativa comunale del 1970, alla nuova Presidenza di Mario Parmigiani. Nel Comitato è stato eletto per la prima volta un rappresentante dell'Associazione ex Allievi, che nel caso è il suo Segretario Arnaldo Scazzoli, seppur con l'appoggio del Partito Repubblicano che lo ha inserito in lista quale indipendente, di cui occupa un seggio riconosciuto di fatto al Sodalizio per quanto attinente all'Orfanotrofio. Il Comitato elabora ed approva ben presto un concreto progetto di costruzione della nuova sede dell'ex orfanotrofio, la cui scelta strutturale è tuttavia oggetto di accurata indagine per l'adattamento e versatilità dell'ambiente da predisporre, nella prospettiva delle innovazioni pedagogiche avanzanti. L'Eca assume l'iniziativa di un dibattito a partecipazione nazionale di operatori sociali del settore minori, con un convegno indetto in Cremona, per una verifica di merito. E nel giugno del 1974 la nuova sede degli Educativi, sotto il nome ora di “Centro Sociale Barbieri”, è inaugurata con cerimonia ad alto richiamo sociale e politico. L'Orfanotrofio cessa di esistere nella forma tradizionale e inizia la sua nuova vita quale istituzione aggiornata ai tempi. Nella nuova collocazione, i giovani ospiti sono suddivisi in “Gruppi Famiglia” di non più di venti componenti, mantenendo il positivo processo della convivenza dei più piccoli con il gruppo femminile. L'azione educativa ha ora un carattere di più marcata personalizzazione dell'atto formativo del minore. Il rinnovamento riguarda anche il cambio di denominazione corrente (l'istituzione rimane sempre l'Ipab:“Istituti Educativi-già Orfanotrofi” , da tempo divenuta tale quale gestione e quindi nel 1966 con l'unificazione patrimoniale dei due Orfanotrofi), abbandonando così definitivamente l'appellativo di Orfanotrofio, per assumere quello di “CENTRO SOCIALE BARBIERI” ( in memoria del giovane Attilio Barbieri ucciso negli ultimi giorni di guerra e la cui Famiglia aveva donato all'Orfanotrofio un importante edificio)
Centro Barbieri via XI Febbraio Nel nuovo Centro si adottano aspetti di vita innovativi quali la disponibilità degli spazi esistenti (cortili, palestra campo tennis e bocce) aperti ad un impiego per la frequentazione del quartiere cir- costante, così creando un'occasione per socializzare con l'esterno da parte dei ragazzi ospiti, nel contatto con gli abitanti e i giovani del luogo, in un polo di attrazione reciproca. Proponimento poi disatteso nella realtà dell'abitato circostante, anche dovuto al tipo di novità dell'approccio, meritevole tuttavia nel suo intento quale occasione di apertura ad una convivenza dei ragazzi il più possibile simile a quella di una famiglia. Anche la divisa è definitivamente abolita. Al Centro si inaugura inoltre la felice novità di una struttura predisposta per accogliere i diciottenni dimessi che non hanno famiglia. Una “casa-albergo”, pensata quale luogo di transizione per un ragionevole tempo, da cui uscire una volta trovato lavoro e la propria autonomia. Iniziativa sociale e struttura poi ceduti alla competenza del Comune. L'ente amministratore subisce un altro mutamento, perché nel 1977 sono aboliti gli ECAper la nascita delle Usl. Il suo Comitato rimane però in carica e assume la provvisoria veste di Collegio Commissariale delle II.PP.A.B.- , in attesa del trasferimento delle sue funzioni e competenze al Comune stesso, come previsto dal legislatore in fatto di assistenza e sanità. Intanto è già in corso al Centro Barbieri un importante novità educativa, essendo introdotta l'accoglienza ai minori portatori di problematiche proprie o di derivazione famigliare anche di tipo limitante non grave, un tempo altrimenti collocati o di difficile assistenza. Ne consegue una metodologia, che adotta progetti educativi mirati alla persona, rendendo più possibile un atto educativo e di recupero del soggetto, che si avvale appunto del suo inserimento e frequentazione, scuola compresa, di ambienti comuni a tutti, come ogni altro soggetto, minore tra i minori. Nel frattempo (1978) viene a cessare la presenza delle Suore Dorotee, che l'Ordine religioso ritira per ragioni proprie.
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Lazzaro Chiappari
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