GLI ISTITUTI EDUCATIVI
Maria Teresa d'Austria, sul trono asburgico dal 1740, cui la Lombardia è soggetta, promuove nell'impero una riforma di rilevante importanza, poi attuata dal figlio Giuseppe II° in modo compiuto a partire dal 1784, relativa al riordino generale degli innumerevoli ordini religiosi e quindi dei loro possessi e prebende. Ciò porta dei cambiamenti per la vita degli Orfanotrofi cittadini, dai quali, e come per altre congregazioni religiose, escono di scena i Padri Somaschi, che ne lasciano la conduzione a dei laici (in Cremona il Rettore somasco rimarrà comunque ancora qualche anno). Ai due istituti è inoltre assegnata una nuova sede perché siano allogati in ambienti più rispondenti al bisogno.
gruppo femminile Il 10 aprile 1785 le Orfane di S.Orsola, appunto "Orsoline", vengono collocate nell'ex convento delle Monache benedettine, posto nell'attuale via Palestro lungo il tratto della via che parte dalla chiesa di S.Vincenzo (già dello stesso monastero, divenuta sussidiaria di S.Agata, ma in uso dal 1805 all'Orfanotrofio) e sale sino all'incrocio con via Trento Trieste, la cui area è oggi occupata da istituti scolastici, mentre sino agli anni cinquanta era ancora la caserma "Paolini" dei bersaglieri (vedasi la lapide ricordo affissa alla parete dell'edificio di fronte alle Elementari-).
A sua volta il Maschile occupa nel 1786 l'ala dell'ex convento benedettino prospiciente la contrada della Posta Vecchia (divenuta via Orfanotrofio ed ora G.Cadolini). Complesso che si estende alla contrada Colonna (corso Campi), per la parte ricostruita nel 1788 ad uso abitativo, conservando però la chiesa dell'ex convento dedicata a S.Giovanni Novo, (chiusa da tempo al culto e abbattuta negli anni '50 per ampliare il palazzo dei telefoni), sita all'angolo con l'attuale via Anguissola.
La riforma austriaca riordina anche la parte amministrativa delle opere pie, e dunque l'impiego dei loro patrimoni.
L'immobile dell'ex Ipab nell'attuale piazza Giovanni XXIII (già p.Ospedale, ove ha sede anche l'Associazione "Lazzaro Chiappari" degli ex Allievi dell'Orfanotrofio), è costruito tra il 1695-1697 quale "Casa da nobile", ma denominato palazzo della Carità perché di proprietà e sede del "Consorzio della Donna" (nato:"della Madonna"- nel 1334 per opera dei frati Francescani), che con la riforma del 1786 diventa "ISTITUTO GENERALE ELEMOSINIERE" (di cui è nominato regio amministratore il nobile Giuseppe Picenardi). Nell'Elemosiniere, cessato il 31.12.2003 (!), sono inglobati anche i beni del Consorzio di S.Omobono (sorto nel 1357 dai frati Domenicani) ed altre opere pie, divenendo l'ente cittadino competente per l'erogazione della carità pubblica, ripartita per distinte identità d'intervento, quali l'ospitaliera, l'elemosiniera e l'educativa.
L'era napoleonica (oltre a confermare al momento la direzione dell'Orfanotrofio al Padre Somasco in carica), porta un'ulteriore concentrazione di opere pie, raggruppate fra di loro per ragioni di maggiore funzionalità, ed amministrate nel 1807 dalla "Congregazione di Carità", che racchiude ogni attività assistenziale cittadina, riconfermata poi nel 1861 dallo stesso nuovo Regno d'Italia.
Nel frattempo il patrimonio delle due istituzioni si è consolidato attraverso lasciti e donazioni a vario titolo (che saranno il nerbo del sostentamento, integrato dall'intervento pubblico), e che al 1° gennaio 1876 ammonta per l'Orfanotrofio Maschile a lire 1.212.178, con una rendita annua di £ 86.639 (quindici "trovatelli" venivano mantenuti dall'amministrazione dell'Ospedale quale contropartita della cessione a quest'ultima delle sostanze dell'opera pia “S.Alessio”). Mentre il Femminile registra una sostanza di lire 730.326, a rendita annua di £ 57.969.
A seguito del decentramento amministrativo delle opere pie, nel 1880 i due Orfanotrofi sono staccati dalla Congregazione di Carità e retti da un' unica amministrazione,denominata "ISTITUTI EDUCATIVI", che diventa nell'anno successivo un'Opera Pia che raggruppa entrambi gli istituti.
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