GLI ORFANOTROFI Maschile e Femminile
Il 1558 per il Maschile e 1559 per il Femminile, sono dunque gli anni della nascita dei due orfanotrofi, condotti da religiosi, ma sotto controllo laico della municipalità. L'istituzione assume carattere permanente, ed inizia così la sua lunga vita di sostegno e di accoglienza per generazioni di "Ragazzi della speranza", come venivano chiamati gli orfani all'inizio del '500.
Regole e Regolamenti interni
- L'impostazione degli orfanotrofi si basa sui principi dell'ospitalità e formazione improntati all'insegnamento religioso e del lavoro, cardini educativi dell'azione caritatevole dei religiosi di San Gerolamo, cui si aggiunge quello non certo trascurabile per l'epoca, del comportamento della persona.
Non da meno sono richiesti ambienti abitativi adeguati allo scopo che, anche se ottenuti nel tempo in Cremona, devono essere atti ad un refettorio, una cucina, una dispensa, un'infermeria e dormitori capaci di accogliere ordinatamente grandi e piccoli (e in cui arda nella notte un lume). Anche la cura della salute diventa elemento di distinta funzionalità, e l'isolare l'ammalato è già una delle modernità adottate, peraltro non certo comune nelle classi povere di allora.
La giornata è assai piena per i nostri ragazzi, nella quale ad esempio i maschi devono attendere innanzi tutto alla devozione cristiana con preghiere e funzioni e quindi al lavoro (ogni istituto dei Somaschi sarà dotato di un "Solizidador", ovvero di un servo che girava a spronare all'attività, impedendo qualsiasi ozio). Lavoro svolto preferibilmente all'interno (la regola: "Li grandi che sono nelle opere(lavoro) mangino il pane con sudore. Li Sacerdoti stiano attenti che nessuno in casa perda il tempo"). Questo per "formare" meglio il giovane e concorrere al sostentamento dell'istituto attraverso il guadagno dato dal prodotto offerto all'esterno (soprattutto "calzette o berrette", di largo uso) o fatto su commissione ( a chi lavorava con maggior fatica e impegno era data razione di pane più consistente). In seguito è però concesso anche di "accasare" taluni giovani in famiglie che li accolgono e li mantengono, presso le quali molti finiscono per rimanere tra la servitù. Per costoro era prevista una visita mensile dei Reggenti per la verifica della loro formazione.
Altri diventano religiosi, o sacerdoti, se dotati allo studio (talune donazioni erano vincolate all'avvìo di qualche ragazzo ai voti religiosi). E pur dando preminenza all'insegnamento e all'osservanza del precetto religioso, il contenuto formativo somasco è arricchito dall'introdurre l'istruzione minima di base per tutti, del saper leggere e scrivere, che per l'epoca era certo una conquista sociale. Parimenti per le ragazze, lo scandire del giorno le vede assidue alla pratica religiosa, cui segue l'attività del lavoro svolto all'interno della Casa. Verso l'esterno esiste un rapporto ancora più limitato di quello maschile. Addirittura le stesse visite al pio luogo vengono riservate alle sole gentildonne, neanche accompagnate dalla servitù.
Sono accolte le orfane dai 5 ai 12 anni, con precedenza per quelle prive di entrambi i genitori. Alcune sono affidate e prese a servizio da famiglie, in cui lavorano apprendendo il mestiere del servire, che sovente finisce per farle trattenere ove già sono. Altre vengono avviate all'ordinamento religioso.
Il loro numero è sempre superiore a quello dei maschi, tale che nel 1593 ne risultano ospitate120. Indossano già la "divisa" quale abbigliamento distintivo della loro condizione e appartenenza. Caratteristica poi di tutte le istituzioni per minori, sino ai tempi più recenti.
Organizzazione e funzionamento delle due istituzioni:
- L'amministrazione è affidata ai laici "Protettori" (persone facoltose componenti della Confraternita degli Orfani) con delega a dei "Deputati", fra cui si nominano i "Reggenti", veri e propri responsabili laico-amministrativi (sovente in conflitto di competenza con i Padri). Il Tesoriere del Maschile è tale anche per la parte femminile (tutti incarichi svolti "senza speranza d'alcun salario", com'è avvenuto per l'ente amministratore degli Orfanotrofi sino al 31.12.2003!). La Confraternita si spegnerà comunque nel 1562 e la città assumerà il governo finanziario per mezzo del corpo dei Decurioni o Magnifica Comunità, da cui saranno tratti nuovi Reggenti ( eletti in numero di dieci ogni gennaio).
- La direzione di entrambe le case è condotta da un Padre Somasco sacerdote, quale Rettore (Rector Domus), coadiuvato per il Maschile da due altri Chierici dell'Ordine (Commissi Professi) e da alcuni laici secolari quali appunto i "Commessi", e da altre figure che svolgono compiti più semplici. Sono coinvolti comunque i più grandi dei ragazzi verso qualche cura dei più piccoli.
- Per il Femminile, con direzione assegnata al Rettore Maschile, è posta a responsabile una Superiora delle Orsoline che con un buon numero di altre suore e coadiuvanti provvede all'andamento. - L'Ordine Somasco, invia periodicamente (due volte l'anno) un Padre "Visitatore", con compiti di verifica sull'ordinamento delle istituzioni e della loro funzionalità.
- Le orfane sono accolte dai 5 ai 12 anni, mentre i maschi sino a 14 , poi esteso a 17.
- Nel 1602 sono presenti 44 orfani maschi e 140 femmine.
Il sostentamento è dato da donazioni, lasciti, lavoro interno ed esterno dei ragazzi, e dalle elemosine della questua.
E dopo la metà del '600 si comincia a pagare una retta per il minore, richiesta soprattutto ai benestanti che immettono i giovani (con la condizione a volte del loro avvio a qualche ordine religioso), mentre ne sono esclusi coloro che non superano i 50 "scudi" di reddito annuo.
Le istituzioni dei Somaschi diffondono un principio di metodo che diviene riferimento per le iniziative di sostegno pubblico dei minori adottate nell'Italia settentrionale ed anche in Europa. L'organizzazione degli orfanotrofi fondati da S.Gerolamo Emiliani e poi sviluppati dai suoi seguaci,sono presi a modello per l'approntamento di erigendi centri assistenziali, il cui impianto istituzionale ed il criterio di funzionamento assumono caratteristiche di validità rimaste quasi inalterate sino alla metà del secolo appena terminato.
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Lazzaro Chiappari
ExAllievi Orfanotrofio
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