NASCE L'ISTITUZIONE
Dal primo stato embrionale delle due future istituzioni, con la Maschile sorretta dalla Confraternita parrocchiale della Misericordia, e la Femminile con il suo insediamento abitativo e il sostegno di benefattori, non si ha ancora, verso la metà del 1500, una vera istituzione organizzata, ma è comunque avviato un impegno pubblico oramai sentito e presente nella civica comunità.
Ed è il gruppo dei maschi quello che pone le maggiori necessità di intervento data la difficoltà del suo mantenimento, unito a condizioni abitative fatiscenti nella struttura e nello spazio, insufficienti al bisogno e alla funzione da svolgere.
Problema che torna all'attenzione delle autorità civiche e religiose, le quali sotto la guida di mons. Decio Alberio,Vicario Generale del Cardinale Federico Cesio,Vescovo di Cremona e propugnatore dell'iniziativa, sottoscrivono il 2 marzo 1558 la nascita di una specifica Compagnia Unica con il compito di provvedere alla cura dei ragazzi orfani, per il mantenimento dei quali sono riconosciute facoltà e alcuni privilegi di norma assegnati agli organi di carità.
L'intento promotore di dare stabilità funzionale alla casa degli orfani oramai divenuto provvedimento irrinunciabile per la città, trova avallo in una nuova congiunta decisione del Vescovo con i Decurioni, che decidono di portare "supplica"ai Padri Somaschi riuniti in Milano nel Capitolo Generale del loro Ordine il 21 aprile 1558, recata dal sacerdote Ottone dé Parenti, per chiedere la loro venuta in Cremona a dirigere il futuro orfanotrofio, così come già avevano fatto in numerosi altri luoghi, soprattutto della Lombardia.
San Gerolamo e i Somaschi
Gerolamo Miani è un nobile veneziano che scampato alla morte nel corso di vicende belliche della Serenissima, fa voto alla Madonna di redimersi. E con il voto, si spoglia della sua nobiltà e delle sue sostanze (1531) per dedicarsi totalmente e in condizione di assoluta personale povertà alla cura dei ragazzi orfani e derelitti, condividendo con essi la medesima esistenza fatta di stenti.
Meglio noto come Gerolamo Emiliani, sarà elevato agli onori degli altari per l'opera altamente umana da lui condotta senza risparmio di energia, nella quale trasfuse insegnamenti di stretto rigore religioso, ma anche di sicura educazione della persona e dell'arte del lavoro.
Un procedere caritatevole che ben presto procura proseliti e riunisce attorno al futuro Santo altrettanti confratelli che offrono volontariamente la propria adesione di discepoli convinti e capaci, come dimostreranno poi, così costituendo una congregazione di Padri, in seguito riconosciuta dalla Chiesa.
Dalla sua Venezia inizia dunque l'itinerario della nascita che la sua opera di bene via via produce, dando casa e protezione agli orfani. Numerosi gli insediamenti che di persona o con i confratelli suoi seguaci fa sorgere nel tempo a dimora del bisogno, divenuti poi gli orfanotrofi. Come avviene nel 1532 in Milano ("Martinitt"), in Como nel 1533 ("Martinei"), e poi in Bergamo (Orfanotrofio), e ancora in Pavia ("Colombini"), Brescia e Verona, dove il suo agire pone radici sicure e benefiche per soluzioni importanti all'indigenza dei minori.
Con i confratelli fonda una congregazione di Padri, che ha regole di vita da lui stesso dettate. Il gruppo agisce e vive come ordine religioso al quale è dato un primo riconoscimento ecclesiastico con una "Breve" papale, concessa da Paolo III nel 1540, giunta appena dopo la morte di San Gerolamo, spentosi nel 1537 a 57 anni di età, nell'allora borgo di Somasca sopra Lecco, divenuta la sua sede e quella dell'Ordine, e dove è sepolto. Nel 1567 Pio V sancirà la costituzione dell'Ordine Religioso della "Congregazione dei Chierici Regolari Somaschi". Gerolamo sarà canonizzato Santo il 12 ottobre 1766 da Papa Clemente XIII.
"S.VITALIS HOSPITIUM ORPHANORUM"
Accolta la supplica, i Somaschi inviano in Cremona padre Angelo da Nocera unitamente (come dicono i biografi di quest'ultimo) a padre Giovanni Scotti, figura eminente dell'Ordine dopo la morte di San Gerolamo.
Essi pongono mano all'organizzazione della condizione degli orfani maschi, la cui situazione di alloggio presso l'abbazia di Ognissanti è comunque precaria, angusta e non consente sbocchi alla necessità di dare funzione stabile e organica alla cura dei minori, anche se all'incerta istituzione è stata data nel frattempo "licenza di elemosinare" (con il beneficio da parte del donatore di "lucrare" 40 giorni di indulgenza).
Ex Chiesa San Vitale Viene in aiuto la generosa decisione di don Ottone, il delegato già inviato a Milano per la richiesta ai Somaschi, che rinuncia a favore della "Confraternita degli Orfani" all'uso della chiesa parrocchiale di S.Vitale e Geroldo (sita nell'attuale p. S.Angelo - dietro p. Marconi - edificio felicemente recuperato dalla Provincia), con i benefici annessi, consentendo il trasferimento degli orfani nei locali abitativi del nuovo luogo. Seguirà poi la cessione perpetua di S.Vitale e delle sue pertinenze alla Confraternita, confermata da Bolla papale del 1561 emessa da Pio V, grazie all'interessamento del Vescovo Sfondrati, futuro Papa Gregorio XIV.
Questa sede degli orfani è evidenziata nella toponomastica di Antonio Campi del 1583, quale: "S.Vitalis Hospitium Orphanorum"
"S.URSULAE ORPHANORUM"
Un anno dopo il Maschile, anche per il Femminile si pone mano al riordino organizzativo, cominciando con l'affidarne la direzione allo stesso padre Somasco Angelo da Nocera. E il 2 aprile 1559 è costituita per decisione comune del Vescovo Cesio e di altre 24 personalità cittadine una nuova congregazione, composta da religiose dedite a S.Orsola, dal momento che già ben dieci ragazze dell'istituzione hanno preso i voti. L'Ordine delle "Orsoline" assume come compito principale quello di accudire all'educazione delle ragazze orfane e dunque alla cura dell'Orfanotrofio.
Anche questo luogo è indicato dal Campi nella citata carta della città con la denominazione appunto di "Sanctae Ursulae Hospitium Orphanorum de' Tinctis" (da cui l'appellativo popolare di "orsoline", assegnato alle ragazze dell'istituto sino a prima dell'ultima guerra mondiale).
RITORNA
NAVIGAZIONE
SUL WEB
Lazzaro Chiappari
ExAllievi Orfanotrofio
Onlus Cremona